Sala dell'Albergo

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Il restauro 
Il 15 ottobre 2012 è stato inaugurato il restauro della Sala dell’Albergo dell’antica Scuola Grande di Santa Maria della Carità, ora sala 24 delle Gallerie dell’Accademia.
L’intervento, svolto nel biennio 2010-2011 grazie al generoso finanziamento di SAVE VENICE INC., restituisce leggibilità a questo straordinario spazio nel quale si tenevano le riunioni con i membri più influenti dell’Istituzione e si conservavano i registri, gli statuti (mariegole) e le reliquie. Sono stati restaurati il quattrocentesco soffitto ligneo – decorato a intaglio e pastiglia, dorati e dipinti – e i teleri che ornavano le pareti: la celebre Presentazione di Maria al tempio di Tiziano, lo Sposalizio della Vergine di Giampietro Silvio e l’Annunciazione di Girolamo Dente. Questi due ultimi dipinti sono stati ricollocati nella loro posizione originaria dopo essere stati conservati in deposito per oltre un secolo. E, infine, è stata eseguita una manutenzione dei restanti rivestimenti lignei, della rarissima scala a chiocciola quattrocentesca e del locale sovrastante la sala, in antico usato come cancelleria della Scuola.

Il soffitto ligneo
Il soffitto ligneo fu probabilmente compiuto da Alvise di Matteo Bianco. Venne realizzato tra il 1491, anno in cui la Scuola decise la costruzione di una “canzeleria” sopra l’Albergo, e il 1494, quando il guardian grande Giovanni Erizzo approvò l’acquisto di spalliere e cuscini per la nuova Sala, ciò farebbe intendere che a quella data i lavori fossero ormai conclusi. Al centro del soffitto si trova il tondo con il Padre Eterno attribuibile probabilmente alla bottega dei Cozzi, celebre famiglia di intagliatori vicentini. L’opera è un pezzo di reimpiego e forse proviene dal soffitto dell’antica Sala Grande o del Capitolo, l’attuale sala I delle Gallerie dell’Accademia. I tondi con gli Evangelisti, coevi al restante soffitto rappresentano uno dei massimi esempi della scultura lignea lagunare dell’epoca.


Tiziano Vecellio
Pieve di Cadore 1480/90 ca - Venezia 1576
Presentazione Maria al Tempio

Il telero fu eseguito su ordinazione della Scuola di Santa Maria della Carità tra il 1534 r il 1538 e posto sulla parete d’ingresso della Sala dell’Albergo, dove si trova tuttora.

Nella composizione dell’episodio, Tiziano rispettò una consolidata tradizione figurativa attestata nei teleri narrativi delle Scuole di devozione veneziane. Il formato rettangolare e la composizione dei personaggi lungo il margine inferiore, a sottolineare il lento incedere del racconto, sono un chiaro omaggio a quella tradizione. Un solenne corteo accompagna l’ascesa al tempio della Vergine, circondata da un alone luminoso che ne sottolinea la natura divina.

Numerosi e complessi sono i significati simbolici presenti nell’opera: il torso antico visibile all’estrema destra e la vecchia venditrice di uova in primo piano rappresentano verosimilmente il paganesimo e la religione ebraica che precedettero l’era cristiana, mentre la piramide raffigurata sullo sfondo è un’allusione all’eternità della Vergine.


Giampietro Silvio
1495 ca - morto 1552 ca
Sposalizio della Vergine

Girolamo Dente
1510 - Venezia 1566
Annunciazione

Le opere completavano la decorazione della Sala dell’Albergo, con tematiche inerenti la vita della Vergine. Inizialmente la Scuola della Carità affidò l’incarico al Pordenone, che morì prima di realizzarlo. In seguito la commissione fu assegnata a Giampietro Silvio e a Girolamo Dente, autore dell’Annunciazione. I due artisti, che appartenevano alla cerchia di Tiziano, ricercarono nelle loro pitture una continuità con la Presentazione al tempio, sia nella rappresentazione corale degli eventi narrati. Numerali sono i ritratti dei confratelli della Scuola, mentre la raffigurazione di mendicanti e di madri con bambini in primo piano è un esplicito richiamo alla funzione assistenziale della confraternita.