La parabola del buon Samaritano

La parabola del buon Samaritano

Domenico Fetti e bottega

Autore
Domenico Fetti e bottega
Roma, 1589 c. - Venezia, 1623
Titolo
La parabola del buon Samaritano
Catalogo
503
Datazione
1620 circa
Supporto
Tavola, cm 61 x 45
Provenienza
Dono Girolamo Contarini, 1838
Sala
Sala 3

Il dipinto, in pendant con la Parabola del seminatore di zizzania, è entrato nel museo con l’attribuzione a Domenico Fetti. Esistono numerose versioni, copie e disegni di questo soggetto, tratto della celebre serie delle Tredici Parabole evangeliche eseguite dall’artista su commissione del Duca Ferdinando Gonzaga, presumibilmente tra 1618 e 1621.

L'opera veneziana, inizialmente ritenuta autografa, è ora considerata da parte della critica come una versione realizzata in bottega con un possibile intervento del maestro nelle figure, nel cielo e in una parte dell’alberatura.

Il pittore non rappresenta, come avviene di consueto, il momento della narrazione in cui il samaritano guarisce il giudeo ferito a terra, ma quello appena successivo in cui lo issa sul suo asino (Luca, 10, 34). Il chiaro messaggio moralistico va letto dunque come un’esortazione all’amore e alla pietà attraverso la ricezione del buon esempio fornito da Cristo (il samaritano), che dimostra pietà nei confronti del peccatore (il giudeo ferito) assalito dai ladri (il peccato) durante il ritorno da Gerusalemme (il Paradiso).