Madonna col Bambino in trono, angeli musicanti e i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobbe, Domenico, Sebastiano e Ludovico da Tolosa (Pala di San Giobbe)
  • Autore: Giovanni Bellini
  • Titolo: Madonna col Bambino in trono, angeli musicanti e i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobbe, Domenico, Sebastiano e Ludovico da Tolosa (Pala di San Giobbe)
  • Stato: In restauro
  • Catalogo: 38
  • Supporto:Tavola, cm 471 x 292
  • Provenienza: Venezia, chiesa di San Giobbe, 1815
  • Sala: Sala II

Giovanni Bellini

Madonna col Bambino in trono, angeli musicanti e i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobbe, Domenico, Sebastiano e Ludovico da Tolosa (Pala di San Giobbe)

Considerata uno dei capolavori della maturità di Giovanni Bellini, la Pala di San Giobbe rappresenta una svolta fondamentale nell’evoluzione della pala d’altare veneziana, segnando il superamento della struttura tradizionale a polittico a favore di una rappresentazione unitaria, concepita come uno spazio architettonico coerente e continuo, costruito secondo rigorose regole prospettiche.La datazione dell’opera è ancora discussa dagli studiosi, collocabile tra il 1478 e la fine degli anni Ottanta del Quattrocento. Originariamente collocata sul secondo altare di destra dell’omonima chiesa veneziana, dedicata al santo; per ragioni conservative, nel 1815 l’opera fu trasferita nell’attuale sede museale, dove è tuttora esposta.La scena si sviluppa in un’ampia abside coperta da una volta a botte a cassettoni, al centro della quale la Madonna col Bambino siede in trono, circondata da santi appartenenti a epoche diverse, riuniti in una dimensione di meditazione e preghiera fuori dal tempo storico. La costruzione prospettica, il punto di vista ribassato e l’equilibrio compositivo contribuiscono a rafforzare la monumentalità delle figure e il coinvolgimento visivo dello spettatore. In origine la pala era completata da una cornice lapidea lombardesca, tuttora conservata nella chiesa di San Giobbe e perfettamente accordata alla struttura dipinta. Questa continuità rafforzava l’effetto illusionistico, facendo apparire lo spazio dipinto in cui si svolge la sacra rappresentazione come il prolungamento dello spazio reale abitato dallo spettatore.L’opera è attualmente parte di un progetto di restauro trasparente, scopri la pagina del progetto.

Le vicende conservative

Nel corso della sua storia, la Pala di San Giobbe è stata interessata da numerosi interventi conservativi, a partire dalla rimozione dalla chiesa veneziana all’inizio del XIX secolo e dal successivo trasferimento alle Gallerie dell’Accademia.

Tra Ottocento e Novecento si sono susseguiti restauri, interventi strutturali e trattamenti di disinfestazione, finalizzati a contrastare problematiche ricorrenti legate alla stabilità del supporto ligneo e della pellicola pittorica. Alcune soluzioni adottate in passato, pur rispondendo alle esigenze del momento, hanno nel tempo generato nuove tensioni e criticità, rendendo oggi necessario un ripensamento complessivo delle modalità di intervento.

Il restauro attuale si inserisce in questa lunga storia con l’obiettivo di ridurre le tensioni accumulate nel tempo e di affrontare in modo coordinato le problematiche strutturali e della superficie pittorica, nel rispetto della materia originale e della leggibilità dell’opera, al fine di garantirne la migliore conservazione possibile per il futuro.

Di seguito una linea temporale della storia conservativa dell’opera, dal punto di vista degli interventi eseguiti:

1812 – Rimozione del dipinto dalla chiesa di San Giobbe a Venezia per ragioni conservative.

1815 – Trasferimento dell’opera alla Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

1817 – Restauro a opera di Giuseppe Baldissini e successivo allestimento nella Sala delle Pubbliche Funzioni (attuale Sala I), tra le opere più rappresentative della scuola veneziana del Cinquecento.

1820-1890 – Ripetuti interventi di restauro dovuti al reiterarsi delle problematiche conservative, tuttora riscontrabili, quali instabilità della pellicola pittorica con sollevamenti e distacchi, fessurazioni e indebolimento del supporto ligneo, in particolare nella zona sommitale.

1894 – Il restauratore Sindonio Centenari sostituisce l’armatura originale sul retro della tavola con un nuovo sistema di sostegno, attualmente ancora in opera, che non si rivelerà risolutivo nel lungo periodo.

Nel corso del Novecento – Trattamenti di disinfestazione contro gli insetti xilofagi, eseguiti non solo sulla pala ma anche sulle altre opere su tavola conservate nella stessa sala, nel tentativo di contenere un’infestazione diffusa.

1949 – Intervento di restauro condotto da Mauro Pellicioli, il più celebre restauratore dell’epoca, comprendente una leggera pulitura; non è pervenuta documentazione relativa all’operazione.

1971 – Consolidamento della pellicola pittorica a opera di Elisabeth Hamer Jones. La documentazione fotografica dell’epoca attesta la presenza di fessurazioni del supporto ligneo già in atto, oggi sensibilmente aggravate, a conferma della persistenza di criticità strutturali.

1994 – Luigi Sante Savio, restauratore dell’allora Soprintendenza, procede alla rimozione delle numerose viti inserite da Centenari circa un secolo prima per mantenere aderenti le traverse sul retro. Contestualmente viene effettuata la pulitura della superficie pittorica, con la rimozione delle vernici alterate e di alcune ridipinture, seguita da integrazioni pittoriche, in particolare nella parte inferiore delle figure.

L’intervento odierno mira a ridurre le tensioni dovute agli interventi strutturali pregressi, alle superfetazioni dei materiali nel tempo e ai processi di invecchiamento e alterazione. Il restauro agirà in modo coerente e coordinato sia sul supporto ligneo sia sulla pellicola pittorica, nel rispetto della materia originale e della leggibilità dell’opera, con l’obiettivo di recuperare elementi autentici del dipinto alterati o travisati nel corso delle vicende storiche e di garantire la migliore conservazione possibile nel tempo.

Dettagli opera

Madonna col Bambino in trono, angeli musicanti e i santi Francesco, Giovanni Battista, Giobbe, Domenico, Sebastiano e Ludovico da Tolosa (Pala di San Giobbe)
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