
- Autore: Giovanni Bellini
- Titolo: Madonna col Bambino tra le sante Caterina e Maddalena
- Stato: Esposta
- Catalogo: 613
- Supporto:Tavola, cm 58 x 107
- Provenienza: Legato Felicita Reiner, 1850
- Sala: Sala V
- Datazione: 1485-88 cirrca
Giovanni Bellini
Madonna col Bambino tra le sante Caterina e Maddalena
Opera di grande rilevanza nell’ambito della produzione di dipinti devozionali risalente alla maturità dell’artista, colpisce ed incanta per l’ambientazione in uno spazio chiuso e pervaso dall’oscurità, da cui le figure emergono gradualmente, come se fossero illuminate da una candela, che conferisce alla composizione una intonazione intimista. Ai lati della Vergine, le sante, generalmente riconosciute come Maria Maddalena e Caterina d’Alessandria, anche se mancanti di simboli che ne permettano una chiara identificazione, sfoggiano vesti ed acconciature tipiche della moda veneziana dell’epoca. Si notino la preziosità dei gioielli, nei quali i giochi di luce rivelano un’ascendenza fiamminga, così la grande bellezza del velo della Madonna rialzato da tocchi più corposi di colore sulle parti in luce, reso invece trasparente nelle altre zone.
Il dipinto viene datato solitamente alla fine degli anni ottanta o all’inizio degli anni novanta del Quattrocento, per affinità con il trittico dei Frari, Madonna col Bambino e i santi Nicola di Bari, Pietro, Marco e Benedetto, del 1488 e per via di alcune somiglianze stilistiche con la Pala di San Giobbe (Sala II) riguardanti la Vergine e il Bambino o le ciocche scomposte del Battista. Il largo impiego del disegno preparatorio ancora visibile a occhio nudo sotto la stesura degli strati pittorici, confermato anche dagli esiti delle indagini riflettografiche, si ricollega ai lavori giovanili dell’artista.
Sembra invece meno plausibile la datazione al 1500 proposta da alcuni studiosi motivata dall’avvertita esigenza di ancorarsi all’anno del passaggio di Leonardo da Vinci da Venezia, la cui influenza sarebbe ravvisabile in alcune scelte espressive, quali lo sfondo buio e l’utilizzo di morbidi passaggi chiaroscurali negli incarnati.
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