
- Autore: Andrea Mantegna - Isola di Carturo, 1431 - Mantova, 1506
- Titolo: San Giorgio
- Stato: Esposta
- Catalogo: 588
- Supporto:Tavola, cm 66 x 32
- Provenienza: Venezia, coll. Manfrin, acquisto 1856
- Sala: Sala IV
Andrea Mantegna
San Giorgio
Il dipinto proviene dalla collezione privata del marchese Pietro Manfrin; venne sottratto alla dispersione della collezione, avvenuta alla metà dell’Ottocento, e assicurato – assieme ad una ventina di capolavori del primo Rinascimento veneto tra i quali figuravano La Tempesta e La Vecchia di Giorgione – alla pinacoteca della città lagunare grazie all’acquisto fatto nel 1856 dal governo austriaco, fortemente voluto da Pietro Selvatico. Quest’ultimo nel 1841 aveva dedicato un suo saggio a Mantegna ed era consapevole che l’opera, di alta qualità, sarebbe andata a colmare un vuoto nelle collezioni del museo veneziano.
San Giorgio è presentato in piedi inquadrato da cornice di marmi variegati, ornato da un festone di frutta e foglie, entro un portale che richiama soluzioni decorative adottate da Mantegna fin dagli anni del soggiorno padovano. La cornice lapidea non inquadra semplicemente il santo ma svolge un importante ruolo spaziale. Il cavaliere posa con fierezza come dimostra l’ostentazione dell’asta spezzata, la cui punta è conficcata nel drago che giace ai suoi piedi come macabro trofeo. Al di là del portale lo s borgo fortificato, con riferimento a Selem (Selene), la città libica teatro, secondo la Legenda Aurea, dell’impresa di san Giorgio.
Larga parte della critica è favorevole ad una datazione a ridosso dell’esecuzione della pala di San Zeno dunque tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta del XV secolo. Alcuni studiosi suppongono possa identificarsi con la misteriosa «operetta» consegnata al condottiero Jacopo Antonio Marcello e citata in una lettera del 19 marzo 1459 scritta dal marchese Ludovico Gonzaga a Marcello, allora governatore di Padova: avrebbe perciò una datazione tra il 1459 e il 1460 circa
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