
©Marco Anelli
Transforming Energy
6 maggio 2026-18 ottobre 2026
L’artista di fama internazionale Marina Abramović farà la storia nel 2026 come la prima artista donna vivente a essere celebrata con una grande mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Marina Abramović: Transforming Energy, presentata in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, inaugurerà il 6 maggio 2026 e resterà aperta fino al 18 ottobre 2026. La mostra segna l’80º compleanno dell’artista e instaura un profondo dialogo tra la sua pionieristica arte performativa e i capolavori rinascimentali che hanno plasmato l’identità culturale di Venezia. Curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista, l’esposizione si sviluppa sia nelle sale della collezione permanente che negli spazi delle mostre temporanee — un’assoluta novità nella storia dell’Istituto — inserendo la ricerca di Abramović nel cuore stesso del patrimonio veneziano.

©Matteo De Fina
Al centro di Transforming Energy c’è l’incontro tra passato e presente, materiale e immateriale, corpo e spirito. I visitatori sono invitati a sperimentare una serie di "Transitory Objects" interattivi — letti e strutture in pietra con cristalli incastonati — sdraiandosi, sedendosi o rimanendo in piedi su di essi, attivando quella che Abramović definisce “trasmissione di energia”. Opere iconiche come Imponderabilia (1977), Rhythm 0 (1974), Light/Dark (1977), Balkan Baroque (1997) e Carrying the Skeleton (2008) si affiancano a proiezioni di performance storiche, mentre nuove creazioni realizzate per l’occasione mettono in risalto la sua lunga ricerca su resistenza, vulnerabilità e trasformazione.

©Matteo De Fina
Uno dei momenti culminanti della mostra è la presentazione di Pietà (with Ulay) (1983), posta in dialogo diretto con la Pietà di Tiziano (ca. 1575-76), l’ultimo capolavoro incompiuto dell’artista, terminato da Palma il Giovane. Questo storico accostamento, a 450 anni dalla Pietà di Tiziano, rilegge le tipologie rinascimentali di dolore, trascendenza e redenzione attraverso una lente contemporanea, sottolineando il ruolo perenne del corpo umano come luogo di sofferenza e insieme di elevazione spirituale.

©Matteo De Fina
A Venezia — città che da secoli rappresenta un crocevia di culture, commerci e materiali preziosi — l’uso che Abramović fa di quarzo, ametista e altri elementi naturali richiama la storia del mosaico veneziano e la ricerca rinascimentale della trasformazione, sia materiale sia metafisica. Ponendo il corpo del visitatore al centro dell’opera, la mostra invita a una forma di osservazione “prolungata”, meno passiva e più orientata alla presenza, alla partecipazione e alla possibilità di un cambiamento interiore.
Performance Imponderabilia
Il 6 maggio alle 11:00 e alle 17:00 e il 7 maggio alle 11:00, i il pubblico potrà assistere alla riproposizione della storica performance Imponderabilia di Marina Abramović.
Realizzata originariamente nel 1977, l’azione invita i visitatori a confrontarsi direttamente con il proprio corpo e con quello degli altri, attraversando uno spazio che mette in discussione percezione, relazione e presenza.
Si segnala che la performance prevede la presenza di nudi, che potrebbe urtare la sensibilità di alcuni visitatori.
UFFICI STAMPA
Internazionale – Karla Otto
Eve-Marie Kuijstermans
Senior Vice president, Arts/Culture, Life style & Hospitality
eve-marie.kuijstermans@karlaotto.com
Bianca Beucklers
Account Director, Arts/ Culture, Lifestyle
bianca.buecklers@karlaotto.com
Italia – Karla Otto
Paola Giannini
Managing Director
Luca Milani
Account Director
Italia – Gallerie dell’Accademia di Venezia
Marsilio Arte – Giovanna Ambrosano