Studio di proporzioni del corpo noto come Uomo vitruviano

Studio di proporzioni del corpo noto come Uomo vitruviano

Leonardo da Vinci

Autore
Leonardo da Vinci
(Vinci 1452 - Amboise 1519)
Titolo
Studio di proporzioni del corpo noto come Uomo vitruviano
Catalogo
228
Tecnica e Materiale
Punta metallica, penna e inchiostro, tocchi di acquerello su carta bianca

ESPOSIZIONE E CONSERVAZIONE DEL DISEGNO

Le ragioni di tutela impongono di conservare il disegno in un ambiente protetto dalla luce e con un costante controllo dei valori microclimatici. Per tali ragioni i disegni e le stampe non sono esposti in modo permanente.

L’Uomo Vitruviano sarà esposto dal 17 aprile al 14 luglio 2019 in occasione della mostra Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo.

STUDIO DI PROPORZIONI DEL CORPO NOTO COME UOMO VITRUVIANO

Come tutti i fogli di Leonardo da Vinci oggi alle Gallerie dell’Accademia, anche questo straordinario disegno proviene dalla raccolta grafica del milanese Giuseppe Bossi. Dal diario di Bossi si apprende che nel 1807 egli era riuscito ad acquistare un importante insieme di disegni di Leonardo appartenente alla famiglia De Pagave che a sua volta lo aveva ottenuto dalla contessa Anna Luisa Monti, erede del cardinale Cesare Monti (1594-1650). Nel 1784, quando i fogli erano ancora di proprietà De Pagave, vennero incisi e pubblicati da Carlo Giuseppe Gerli e nel volume compaiono alcuni disegni oggi a Venezia, primo fra tutti lo studio di proporzioni universalmente noto come Uomo Vitruviano.

Il foglio risale verosimilmente agli anni del soggiorno milanese di Leonardo ed è in parte ancora misterioso per ciò che concerne la sua destinazione. Rappresenta uno straordinario studio delle proporzioni umane con una figura ideale in due posizioni diverse, a gambe divaricate e congiunte, iscritta entro le forme assolute del cerchio e del quadrato. Molti i significati e le possibilità di lettura sottesi nella raffigurazione, il cerchio e il quadrato, ad esempio, fin dal Medioevo, sono stati utilizzati quali rappresentazione simbolica del cielo e della terra e la presenza di una figura umana  al loro interno, illustrazione esplicita delle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo.

L’opera di Leonardo fu a lungo ritenuta come una semplice applicazione delle teorie dell’architetto romano Vitruvio, che immaginava nel suo De architettura gli edifici come una trasposizione delle corrispondenze esistenti tra le varie parti di un corpo di struttura perfetta. In realtà, come hanno dimostrato studi recenti, il disegno attesta la riflessione di Leonardo anche sui testi di Leon Battista Alberti e sul pensiero di Euclide. Le misure e le proporzioni utilizzate, non riflettono il testo vitruviano, che pure viene citato nella descrizione a corredo dell’immagine, ma ricalcano in le misure analizzate nel De statua dell’Alberti. Leonardo probabilmente non conosceva in modo approfondito il trattato di Vitruvio, disponibile a quello date solo in latino che lui non comprendeva. Il vertice altissimo raggiunto dal foglio delle Gallerie si inserisce in un gruppo di studi dedicati alle proporzioni dell’uomo, di cui si conservano esempi di grande interesse nella stessa collezione veneziana, a Torino e nella raccolta reale di Windsor.