La nostra direttrice Paola Marini riceve il premio FIAC a New York

06/04/2018
[English version below]
Complimenti alla nostra direttrice Paola Marini che il 23 marzo ha ricevuto FIAC Excellence Award 2017 a New York! Ogni anno la Foundation for Italian Arts and Culture riconosce figure di spicco nella cultura italiana che operano sia in Italia che negli Usa. 
Proponiamo la lettura del suo discorso:

 

"Caro presidente, gentile chairman, signore e signori,
sono lieta e onorata di essere qui stasera ed esprimo profonda gratitudine al board che mi ha attribuito un premio così significativo e generoso.
Ciò che lo rende tanto speciale è che la giuria è costituita da colleghi americani e internazionali e dunque, l’attribuzione di questo riconoscimento rappresenta una valutazione molto autorevole del proprio lavoro.
Per me, a questo punto, anche dell’intero mio percorso professionale.
A differenza delle illustri personalità che hanno ricevuto il premio FIAC in precedenza e che sono in molti casi assai più autorevoli di me, ho servito per la maggior parte della carriera non all’Università o presso il Ministero dei Beni Culturali, bensì nel territorio, o per dirla alla veneziana, in Terraferma, in musei appartenenti a comuni: di Bassano del Grappa e di Verona.
In questi straordinari contesti che con le loro eccellenze artistiche contraddistinguono particolarmente i centri piccoli o anche piccolissimi dell’Italia ho sperimentato il ruolo sociale del museo, da un lato l’impatto dei suoi valori nella comunità di riferimento e dall’altro le potenzialità internazionali dei tesori che essi conservano.
È accaduto così all’inizio degli anni novanta del secolo scorso costruendo con Roger Rearick e Beverly Louise Brown la mostra su Jacopo Bassano nella piccola città natale dell’artista e al Kimbell Art Museum di Forth Worth diretto allora da Ted Pillsbury.
 
 
 
Le complesse richieste di prestito – particolarmente difficili per un museo di provincia – furono enormemente facilitate dal preventivo contatto con i direttori dei principali musei americani reso possibile da Philip Rylands, che mi invitò ad accompagnarli nella visita alle ville palladiane, oggetto dei miei studi giovanili, quando si tenne a Venezia, alla Fondazione Guggenheim il primo incontro dei direttori dei musei americani al di fuori degli Stati Uniti.
L’avventura è continuata collaborando con il Musée du Louvre in varie occasioni, a partire dalla mostra su Pisanello, con il Museo Puskin di Londra, con la National Gallery di Londra per Paolo Veronese – il cui progetto scientifico cominciai a delineare, grazie a una Craig Hugh Smith Fellowship alla Villa I Tatti della Harvard University – e ora con la National Gallery of Art di Washington, insieme ai Musei Civici di Venezia, per il V centenario della nascita di Jacopo Tintoretto. In tutti i casi, il confronto dei metodi di lavoro e la condivisione delle conoscenze ha arricchito me e gli staff dei musei in un modo che mi ha segnato indelebilmente. Altrettanto positivi sono stati i tours della collezione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia in Giappone, a Tokio e Osaka e negli Stati Uniti, a Denver e a Raleigh. Vorrei inoltre sottolineare quanto i comitati americani o con sezioni americane – da Save Venice a Venetian Heritage ai Friends of Venice – siano vicini al nostro museo, sostenendone l’attività di resturo e di valorizzazione.
 
 
Condividendo profondamente gli intenti della riforma del Ministero dei Beni Culturali introdotta dal Ministro Dario Franceschini, ho messo fiduciosamente la mia esperienza e il mio massimo impegno a disposizione di questa sfida. Alla prova dei fatti, il compito si è rivelato molto più difficile di quanto mai potessi immaginare.
Prima ancora delle proposte culturali – che fanno parte di una pratica consolidata – occorre lavorare intensamente dietro le quinte per creare un’organizzazione del servizio e alimentare uno spirito di condivisione e di apertura. I soli che possono produrre buoni risultati.
Nonostante le eccezionali collezioni che conserviamo, la strada appare ancora lunga e complessa. Nel caso di Venezia, le criticità sono da ravvisarsi soprattutto nella mancanza di personale, nelle carenze organizzative, nella difficoltà al lavoro di gruppo per perseguire obiettivi comuni.
È per questo che in un momento tanto delicato, anche dal punto di vista personale, il premio FIAC costituisce un eccezionale segno di incoraggiamento e di stimolo per cui vi rinnovo la più viva gratitudine.
Sono lieta di destinare una parte del premio all’organizzazione della mostra dedicata al giovane Tintoretto, che si aprirà alle Gallerie dell’Accademia il prossimo 6 settembre".
 
In foto: Francesco Genuardi, Console italiano a New York; Paola Marini, direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia; Daniele Bodini, Chairman FIAC; Alain Elkann, Presidente FIAC; Marilyn Perry, Samuel H. Kress Foundation e World Monuments Fund.
 
Per informazioni sulle attività del museo scrivici a: infogallerie.venezia@beniculturali.it
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[ENG.]

Our director Paola Marini received the FIAC Excellence Award 2017

Congratulations to our director Paola Marini who received the FIAC Excellence Award 2017 in New York! Every year the Foundation for Italian Arts and Culture rewards leading figures both in the United States and Italy who excel in activities relating to all aspects of Italian culture. 

Here you can find her public speech:

Dear President, dear chairman, ladies and gentlemen,
I am extremely pleased and honored to be here tonight and I want to express my deep gratitude to the board who awarded me a prize so significant and generous. 
What makes it so special is that the board is composed by Americans colleagues and therefore, receiving the FIAC award represents a very authoritative assessment of my work. 
For me, at this point, I can say, of my entire career.
Unlike the distinguished personalities who previously received the FIAC award and are in many cases much more eminent than me, I served for much of my working life, neither in Universities nor in the Ministry of Culture, but within the territory, or – by Venetian terms – in the Terraferma, in museums belonging to municipalities: Bassano del Grappa and Verona. 
In these extraordinary contexts, that, with their artistic excellences, characterize even little and very little centers of Italy, I experienced the social role of the Museum: on one hand, the impact of its values in the community and, on the other, the international potential of the treasures that they preserve. 
This happened at the beginning of the nineties of the last century, building with Roger Rearick and Beverly Louise Brown the exhibition on Jacopo Bassano in the small hometown of the artist and then at the Kimbell Art Museum in Fort Worth directed at that time by Ted Pillsbury. 
The complex requests of loans – particularly difficult for a provincial museum – was facilitated by the contact with the directors of the main American museums made possible by Philip Rylands. He had previously invited me to accompany them on their visit to Palladio’s villas (subject of my juvenile studies) when the first meeting of American museums directors outside of the United States was held in Venice, at the Guggenheim Foundation. 
The adventure continued collaborating with the Musée du Louvre in several occasions, starting from the exhibition on Pisanello, with the National Gallery of London for Paolo Veronese – whose science project I began to outline thanks to a Craig Hugh Smith Fellowship at Villa I Tatti of the Harvard University – and now with the National Gallery of Art of Washington, along with the Fondazione Musei Civici of Venice, on the occasion of the 500th anniversary of the birth of Jacopo Tintoretto. 
In each case, the comparison of the working practices and the knowledge sharing has enriched me and the Museum staff in a way that indelibly marked me. The tours of the collection of the Gallerie dell'Accademia of Venice to Japan, in Tokyo and Osaka, and to the United States, in Denver and Raleigh, were equally positive. I should also point out that American Committees or with American sections – Save Venice, Venetian Heritage or Friends of Venice, for instance – are very close to our Museum, generously supporting its activity.
 
 
Entirely sharing the aims of the reform of the Ministry of Culture introduced by the Minister Dario Franceschini, I hopefully made my experience and my best efforts available for this challenge. Put to the test, the task has proved to be much harder than I could ever imagine. 
Even before cultural proposals – that are part of a well-established practice – we need to work hard behind the scenes to create a service organization and feed a sharing mood and a spirit of openness, the only ones that can produce good results. 
However, despite the exceptional collections we keep, the path appears to be still very long and tough. In the case of Venice, the critical issues are to be found in the shortage of personnel of all kinds, in the lack of organization, in the difficulties in working together to achieve common goals.
That's why in such a delicate moment, even from a personal perspective, in spite of many results achieved and several beautiful ongoing projects, the FIAC award is a great sign of encouragement and stimulus for which I am truly grateful.
I’m glad to devolve part of the prize amount to the organization of the exhibition dedicated to the young Tintoretto that will open at the Gallerie dell’Accademia at the beginning of September.
 
In the photo: Francesco Genuardi, General Consul of Italy in New York; Paola Marini, director of Gallerie dell'Accademia di Venezia; Daniele Bodini, Chairman FIAC; Alain Elkann, President of FIAC; Marilyn Perry, Samuel H. Kress Foundation and World Monuments Fund.
 
For more information about museum activities please contact us: infogallerie.venezia@beniculturali.it
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