Lo studio di Emilio Vedova riallestito alle Gallerie dell'Accademia

1 Settembre 2017
Gallerie dell'Accademia di Venezia
Rubelli, storica azienda veneziana, e Donghia, marchio americano acquisito dal Gruppo Rubelli nel 2005, entrano negli spazi delle Gallerie dell’Accademia, in una ‘absidiola’ della Chiesa della Carità che già ospitò lo Studio di Emilio Vedova. L’ingresso avviene con discrezione ed uno stile accorto e rispettoso della tradizione del museo, sia della sua architettura originaria che di quella frutto di interventi di riprogettazione più recenti di Carlo e successivamente di Tobia Scarpa, consapevoli e custodi, oltre che di una linea storica e culturale centenaria, della forza e della contemporaneità del grande pittore.
L’intervento ha visto coinvolta in prima persona l’Interior Designer Sandrina Rubelli, che ha accolto da subito il progetto con entusiasmo, percependo la poesia di questo ‘studiolo’, uno ‘scrigno’ delicato e minuto, affacciato con le sue tre alte finestre sui gradini del Ponte dell’Accademia: quadro movimentato e moderno del crogiuolo di vite e di via-vai che caratterizzano la città lagunare, protagonista indiscussa sulla scena dell’arte e dell’architettura moderna e contemporanea, nazionale ed internazionale.
I tessuti Rubelli sono peraltro già presenti nelle Gallerie, in una sala di quella che fu la Scuola dell’Accademia, recentemente riaperta all’interno del progetto di allestimento delle Grandi Gallerie. Metri di tessuto rivestono un pannello, denominato ‘parete del collezionista’ e posto leggermente in diagonale rispetto all’andamento della sala, a rievocare, con il tessuto e i quadri posti su più livelli, lo spirito delle quadrerie dei palazzi veneziani del XVI secolo.
Per la realizzazione dello Studio Vedova, sono stati utilizzati mobili Donghia e Rubelli Casa, quali i Pozzetti Pila 47, dei designer Nava+Nava, che danno complessivamente uno stimolante tocco contemporaneo all’ambiente, austero ma architettonicamente elegante. L’illuminazione a piantana, ora mirata e calda, valorizza ancor più l’ambiente ed è stata resa possibile grazie alla donazione di due lampade da terra Luminator (Pietro Chiesa per FontanaArte, 1933) da parte di Mario Carlo Ferrario e Federica Olivares.
Tutto il mobilio è rivestito di tessuti ignifughi, nel rispetto delle normative museali. I metri di tessuto forniti si inseriscono perfettamente in questo ambiente, che esprime un mood ben specifico, in uno straordinario equilibrio derivante dai giusti abbinamenti cromatici e qualitativi dell’elemento tessile (imbottiti, tessuto a pannello-parete e tendaggi) con gli altri elementi, preesistenti, quali le straordinarie colonne di terracotta, il pavimento storico alla veneziana, ed il dipinto del Maestro Vedova, punto focale della sala, a ricordo di quello che fu il suo Studio. Si tratta dell’opera intitolata Immagine del tempo 1957 –T, il cui deposito è stato conferito dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
Nei raffinati toni contemporanei del grigio e dell’argento, che rimandano alla pietra, del nero e del rosso, a sottolineare la classica eleganza strutturale dell’ambiente, mettendo in risalto le lesene di terracotta ed il pavimento in terrazzo veneziano, i tessuti Rubelli, co-protagonisti del life-style dei complementi di arredo Donghia e Rubelli Casa, trovano quindi la loro collocazione ideale nello spazio: definendone essenzialità e al contempo dando risalto alla densità di storia ed ecletticismo di questa vera e propria icona veneziana.
I suddetti toni del grigio, scelti sapientemente per contrastare – nel loro disegno a ‘ramagio’ classico – e al contempo per evidenziare le modanature di terracotta che sottolineano lo spazio, contribuiscono a rendere l’ambiente confortevole e adatto ad un uso di rappresentanza, senza per questo toglierne l’armonia con il resto della struttura architettonica.