San Girolamo e un devoto

San Girolamo e un devoto

Piero della Francesca

Autore
Piero della Francesca
Borgo san Sepolcro, 1416/1417 - 1492
Titolo
San Girolamo e un devoto
Catalogo
47
Supporto
Tavola, cm 49 x 42
Provenienza
Legato Felicita Renier, 1850
Sala
Sala IV

Allestimento temporaneo

Il piccolo dipinto, già appartenuto al conte Bernardino Renier, entrò nel 1850 nelle raccolte delle Gallerie dell’Accademia per legato della moglie Felicita Bertrand Helmann, in accordo con le volontà testamentarie del marito. Si tratta di una delle rare opere firmate da Piero delle Francesca, come si vede nell’elegante scritta in lettere capitali, incisa nel legno del tronco che sostiene il crocifisso (“PETRI DE BU/ GO SCI/ SEP/ULCRI OPUS). San Girolamo, vestito di tunica stretta in vita da una cinta fatta di rami spinosi, assiso su una panchina rustica ma solidamente costruita in pietra, è ritratto mentre sospende la lettura del testo per l’arrivo di un supplicante, da identificare con il committente del dipinto, Girolamo di Agostino Amadi, identificabile grazie alla scritta (abbreviata) posta in basso. Pur appartenenti a due mondi temporali diversi e separati da un millennio, i due personaggi sono legati dal dialogo dei loro sguardi che si svolge in una atmosfera sospesa e immota. Un senso di grande solennità deriva dalla scena dalla insistita cadenza geometrica data alle forme, come il fusto cilindrico del ceppo di tronco in primo piano su cui poggia il crocifisso, la costruzione elementare della panca su cui siede il santo, il frequente ricorso a linee verticali che scandiscono la profondità dei piani quali l’albero di quercia, la torre merlata del castello più in lontananza sulla destra, i campanili e le torri della cittadina. In quest’ultima, così come nel paesaggio collinare, si è visto un ricordo di Borgo Sansepolcro, luogo d’origine del pittore, frequentemente rievocata nei fondali dei suoi dipinti. La collocazione cronologica del dipinto nella produzione di Piero è stata oggetto di vivace discussione, anche se si tende ad accettare una sua datazione all’inizio del settimo decennio del XV secolo, appena dopo la Resurrezione di Cristo della Pinacoteca Comunale di Sansepolcro, databile all’incirca al 1458-59, con cui mostra alcune affinità nella relazione tra le figure e lo sfondo collinare.